Siamo sempre più disorientati di fronte alla sofferenza legata alla perdita e dedichiamo meno tempo e spazi ai rituali che avevano lo scopo di accompagnare chi resta nell'elaborazione del lutto, dando un senso a ciò che è successo.
Alcune perdite, inoltre, vengono spogliate del loro dolore: sono i lutti delegittimati, quelli per cui la società non accetta che il dolente manifesti e provi dolore. Quando a lasciarci sono persone che si sono macchiate di qualche crimine (ladri, assassini, tossicodipendenti, ecc… ) oppure bambini ancora nel grembo materno o, ancora, animali da compagnia, gli altri sono sordi a questo dolore, non lo capiscono e non vi partecipano, lasciando chi ha subito la perdita ancora più solo nella sua sofferenza, alla quale si aggiungono anche vissuti di vergogna.
Galimberti, noto filosofo e sociologo italiano, amplia il concetto di lutto, definendolo come lo "stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza”, sottolineando quindi come questa perdita possa riguardare un oggetto esterno, quale una persona cara, oppure oggetti interni come l'immagine di sé.
L'immagine di sé rappresenta l'idea che abbiamo di noi stessi e si costruisce grazie alle esperienze, alle relazioni e al modo con cui ci approcciamo al mondo e alle più varie situazioni. Se, per esempio, ci consideriamo delle persone molto ambiziose e competenti, possiamo rimanere sconvolti dal fallimento di un nostro progetto o dalla perdita del lavoro, perché in loro avevamo investito molto. È importante sapere che si può andare incontro a un lutto non solo di fronte alla morte di qualcuno, ma anche in situazioni in cui siamo costretti ad abbandonare luoghi a noi cari, chiudere relazioni significative o rinunciare a sogni e investimenti sul futuro.
Il lutto è caratterizzato da dolore acuto, sensazioni di smarrimento, sensi di colpa, tristezza e impotenza.
Kübler Ross ha elaborato una teoria sul lutto, che prevede cinque fasi: negazione o rifiuto, rabbia, contrattazione o patteggiamento, depressione e accettazione. L’ordine e la durata di queste fasi può cambiare da persona a persona, ma è indiscutibile che l'elaborazione del lutto preveda necessariamente un lasso di tempo attraverso il quale il soggetto passa da una sensazione iniziale di forte dolore e smarrimento, alla capacità di creare un'immagine di ciò che ha perso che sia di conforto e sostegno in una vita inevitabilmente diversa.
Talvolta, il dolore per la perdita non accenna a diminuire e la persona rimane come bloccata, incapace di portare avanti la sua quotidianità, a causa dei pensieri che tornano sempre alla perdita, con sofferenza e sensi di colpa. In questo caso un aiuto psicologico può essere importante per elaborare la situazione, sciogliere il dolore e trovare una nuova serenità.
PERDITA DI ANIMALI DOMESTICI
La perdita del proprio animale da compagnia provoca una sofferenza profonda in chi la subisce, paragonabile al dolore per la scomparsa di un amico intimo o di un familiare. Noi costruiamo legami solidi di attaccamento con gli animali, che diventano fonte di benessere e sicurezza, insegnandoci nuovi modi di relazionarci.
Gli animali calmano lo stress, riducono l'ansia, migliorano l’umore e permettono di imparare a prendersi cura di un altro diverso da sé, con bisogni particolari, aumentando socialità ed empatia. Nonostante ciò, gli amanti degli animali vengono guardati a volte con sospetto e altre con compassione perché si crede, erroneamente, che coloro che si affezionano molto al proprio animale da compagnia siano incapaci di creare relazioni soddisfacenti con le altre persone, ripiegando affettivamente sull’animale.
Nonostante un numero sempre maggiore di persone sviluppi legami significativi con i propri animali e la comunità scientifica guardi con favore a queste situazioni, quando si parla di perdita dell'animale da compagnia, si ricade ancora nella categoria dei lutti delegittimati. Si tratta di quelle perdite che lasciano chi le subisce a soffrire in solitudine, spesso vergognandosi del dolore provato, in quanto la società non riconosce e non partecipa alla sofferenza.
Quando si subisce un lutto, inoltre, in noi si riattivano sensazioni e ricordi legati alle perdite precedentemente affrontate nel corso della vita e soffocare il dolore, nasconderlo, minimizzarlo non permette alla ferita emotiva di guarire e chiudersi.
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