CHI È LO PSICOLOGO?

E COSA NON È

Vorrei iniziare questa breve presentazione della figura dello psicologo spiegando che cosa lo psicologo non è: lo psicologo non è un guru.

Con ciò intendo sottolineare che lo psicologo non si pone come un modello di vita o un esempio da seguire per le persone che si rivolgono a lui. Anzi, molto spesso i pazienti non conoscono quasi nulla della vita privata del professionista a cui si rivolgono e questa situazione si mantiene tale anche se si continua la terapia per mesi o qualche anno.
 
Lo psicologo non è, infatti, interessato a influenzare il suo assistito con quelle che sono le sue personali credenze sul mondo e sulla vita, ma, anzi, trova molto più utile e interessante conoscere e scoprire quelle del paziente stesso.

Lo psicologo è un professionista che ha scelto di approfondire lo studio della mente e delle relazioni interpersonali. Il percorso di formazione è molto lungo e potenzialmente potrebbe continuare per tutta la vita.

Ma partiamo dall'inizio: la facoltà di psicologia prevede un test di ingresso ed è suddivisa nel modulo 3+2 ovvero in una prima laurea breve della durata di tre anni, cui segue una successiva laurea magistrale. In questi anni si studiano diverse materie che spaziano dalle scienze umane (psicologia, sociologia, pedagogia e filosofia) alla biologia, passando per ambiti più medici, quali psichiatria e neuroscienze.

Il motivo è semplice: per capire la complessità dell'essere umano è necessario avere un gran bagaglio culturale da cui attingere. Durante l'università sono previste anche molte ore di tirocinio in modo che si possa imparare il lavoro sul campo.

Per lavorare come psicologo non è sufficiente portare a termine gli esami e discutere le tesi di laurea, ma è necessario superare l'esame di Stato che consiste in altre quattro prove e iscriversi, infine, all'Albo degli Psicologi.
Questo è un passaggio fondamentale: solo gli iscritti all'Ordine possono vedere dei pazienti in libera professione. L’Albo degli Psicologi è facilmente consultabile online e questo è uno strumento importante a disposizione del cittadino per assicurarsi che il professionista contattato sia realmente una persona affidabile.

Insisto sul percorso di formazione degli psicologi per sottolineare che, quando decidiamo di contattarne uno, abbiamo la certezza che di fronte a noi troveremo una persona formata e competente. Succede purtroppo di avere esperienze negative che, quando mi vengono raccontate, appaiono dipendere dalle caratteristiche della relazione che si crea con il professionista più che dalle sue competenze. Questo può succedere perché, sebbene gli aspetti privati dello psicologo rimangano celati, la relazione che si crea è molto forte e intensa e, come tutte le relazioni, è fortemente influenzata dalle reciproche caratteristiche personali. Sentirsi a proprio agio, accolti e accettati è sicuramente un aspetto importante per il proseguo e la buona riuscita di un percorso di sostegno psicologico. La qualità della relazione è un aspetto fondamentale che viene curato con attenzione dal professionista e, se non ci non le condizioni per fare un buon lavoro, è lo psicologo stesso a farlo notare al suo assistito proponendogli altre soluzioni.

Come avevo anticipato, uno psicologo potrebbe continuare a studiare per tutta la vita: master, scuole di specializzazione e altre formazioni permettono di tenersi sempre aggiornati e influenzano il modo di lavorare del professionista. I master riguardano argomenti specifici e circoscritti e durano di solito uno o due anni. Le scuole di specializzazione in psicoterapia durano quattro o cinque anni e permettono di acquisire competenze specialistiche. Ogni scuola ha una caratteristica visione del mondo, dell'uomo e della sofferenza mentale e ciò si traduce in un particolare stile di conduzione del colloquio e di setting.

Gli obiettivi di un percorso psicologico sono sempre quelli di migliorare la propria condizione di vita. Lo psicologo dispone delle competenze per guidare la persona in un viaggio alla scoperta si sé. Ognuno di noi vede il mondo attraverso delle particolari lenti che condizionano il modo in cui interpretiamo noi stessi, gli altri e le vicissitudini che ci capitano nella vita. Generalmente non sospettiamo l’esistenza di queste “lenti” che filtrano la realtà circostante: siamo abituati a credere che la realtà sia unica per tutti. Mettere in discussione questa certezza è già un buon passo verso il cambiamento. Un percorso psicologico permette di conoscersi meglio e aiuta ad imparare a gestire le proprie emozioni creando una qualità della vita migliore.
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